
Posizionate il kayak gonfiabile a riva, gonfiatelo e riponete la pompa. E lì, nel momento di imbarcarvi, il tubo rotola sotto il vostro piede, l’imbarcazione scivola e finite seduti in venti centimetri d’acqua. Salire su un kayak gonfiabile non è come salire su un kayak rigido: il pavimento è morbido, i tubi laterali si muovono e il centro di gravità si sposta ad ogni appoggio.
Controllare questa fase cambia tutta l’uscita. Un’imbarcazione fallita significa un giubbotto bagnato, un remo che deriva, a volte una caviglia slogata su un fondo roccioso. Alcuni gesti semplici sono però sufficienti per rendere l’operazione fluida, anche per un principiante.
Pressione di gonfiaggio e stabilità del kayak prima dell’imbarco
La maggior parte delle guide parla della tecnica di imbarco senza menzionare ciò che accade prima: il gonfiaggio. Un kayak sottogonfiato si deforma non appena si posa il piede dentro. Il pavimento affonda, i tubi laterali si allontanano e la seduta diventa morbida al punto da rendere l’imbarco instabile.
Ogni produttore indica una pressione raccomandata nel manuale o direttamente sulla valvola. Rispettatela. Un manometro integrato nella pompa o un piccolo manometro esterno permette di verificare il valore esatto. Gonfiare “a tatto” funziona quando si ha esperienza, ma i principianti tendono a gonfiare sottosopra quasi sistematicamente.
Anche l’ordine di gonfiaggio conta. Iniziate dal pavimento (o dalla chiglia, a seconda del modello), poi dai tubi laterali, infine dalla seduta. Procedendo in questo modo, il fondo acquisisce la sua rigidità per primo e offre una base solida per le camere successive. Se gonfiate i tubi prima del pavimento, il fondo rimane floscio e il kayak si piega in due sotto il vostro peso durante l’imbarco.
Una guida dettagliata spiega come salire su un kayak gonfiabile tenendo conto di questi parametri di gonfiaggio, fase spesso trascurata nei tutorial classici.

Tecnica di salita in kayak gonfiabile da una riva o una spiaggia
Avete già notato che i kayakisti esperti non imbarcano mai in acque profonde quando possono evitarlo? Scelgono un luogo dove il fondo è stabile e l’acqua arriva tra la caviglia e il ginocchio. Questa scelta del terreno semplifica tutto.
Posizionare il kayak a metà in acqua
Posizionate il kayak perpendicolare alla riva, la poppa (il retro) ancora sulla sabbia o sui sassi, la prua (la parte anteriore) che galleggia leggermente. Questa posizione impedisce all’imbarcazione di derivare mentre salite. Se il fondo è fangoso, affondare leggermente la poppa per creare un ancoraggio naturale.
Salire in tre appoggi
Ecco la sequenza che funziona su un gonfiabile:
- Posizionate il remo trasversalmente al cockpit, perpendicolare al kayak, una pala appoggiata sul fondo o sulla riva. Serve da stabilizzatore laterale durante la salita.
- Afferrate il tubo più vicino con una mano e il remo con l’altra. Mantenete il peso centrato tra i due tubi, mai su un solo lato.
- Sedetevi prima sul tubo posteriore, poi scivolate i glutei verso la seduta riportando le gambe una dopo l’altra all’interno del kayak.
Questo metodo evita il gesto riflesso di oltrepassare il tubo rimanendo in piedi, il che crea un immediato sbilanciamento su un gonfiabile. Il tubo non ha la rigidità di un bordo in plastica: rotola sotto il piede.
Risalire in un kayak gonfiabile dopo un capovolgimento in acque profonde
Questa è la situazione che tutti temono, e per la quale i resoconti di esperienza sui forum di kayak gonfiabile sono i più eloquenti. Quando non si ha appoggio, la tecnica è radicalmente diversa rispetto all’imbarco dalla riva.
Perché la risalita laterale non funziona
Su un kayak rigido, ci si solleva di lato appoggiandosi al bordo. Su un gonfiabile, afferrare il tubo laterale fa inclinare il kayak verso di voi. Il peso del tubo opposto, pieno d’aria, agisce come un controbilanciamento insufficiente. Risultato: il kayak si rovescia su di voi.
Passare da dietro
La tecnica più affidabile consiste nell’avvicinarsi dalla poppa. Posizionate entrambe le mani sul retro del kayak, braccia tese. Muovete i piedi per spingervi verso l’alto mentre tirate il busto sul ponte posteriore. Una volta che la pancia è posata sulla parte posteriore, strisciate verso la seduta mantenendo il corpo al centro.
Questa manovra richiede un minimo di forza nelle braccia. Indossate un giubbotto di galleggiamento per ridurre lo sforzo di propulsione: vi mantiene più in alto nell’acqua e diminuisce la distanza da percorrere per raggiungere il ponte.

Regolamentazione e sicurezza legate alla zona di navigazione del kayak gonfiabile
Il modo in cui preparate la vostra salita a bordo dipende anche dal luogo in cui remate. Un kayak gonfiabile che rimane a meno di 300 m da un riparo (spiaggia, pontile, riva accessibile) non ha le stesse obbligazioni di un kayak che si avventura oltre.
Oltre questo limite di 300 m, il kayak deve essere omologato divisione 240, registrato e dotato di un equipaggiamento completo: giubbotto, mezzo luminoso, VHF, tra l’altro. La maggior parte dei kayak gonfiabili da tempo libero è progettata per rimanere al di sotto di questa soglia, in acque calme.
Questa restrizione ha un impatto diretto sull’imbarco. In acque calme vicino a una riva, un’imbarcazione fallita si corregge facilmente: avete appoggio, la corrente è debole. In navigazione costiera oltre i 300 m, un capovolgimento seguito da una risalita fallita può diventare una situazione di emergenza, soprattutto in acque fredde.
- In lago o fiume calmo, privilegiate un imbarco dalla riva con la tecnica dei tre appoggi descritta sopra.
- Se prevedete di uscire in mare, allenatevi alla risalita da dietro in condizioni controllate (piscina, specchio d’acqua sorvegliato).
- Controllate sistematicamente che il vostro giubbotto di galleggiamento sia indossato e regolato prima di salire nel kayak, non dopo.
Un kayak gonfiabile ben gonfiato, imbarcato con metodo e utilizzato nella sua zona di navigazione prevista, offre una stabilità del tutto sufficiente per uscite regolari. Il punto di fragilità non è quasi mai il materiale: è la fretta nel momento di salire a bordo. Prendete trenta secondi in più per controllare la pressione, posizionare il kayak e sistemare i vostri appoggi. Questi trenta secondi cambiano il resto dell’uscita.